MANIFESTO DEL MOVIMENTO

L’ALTRA FACCIA DELL’UNIVERSITA’
I perché di un movimento

La nostra lotta contro il ddl Gelmini è cominciata due anni fa con l’ONDA ANOMALA.
Lo slogan “NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO”, che dal 2008 risuona da nord a sud durante le manifestazioni, esplicita chiaramente come in realtà milioni di persone hanno deciso di respingere il sistema che ci ha portato a questo punto di rottura e di crisi e di cui il ddl Gelmini è solo l’ennesimo tassello, ma fattore scaturante di ribellione in quanto studenti universitari.
Ecco che nasce, quindi, la nostra BATTAGLIA GENERAZIONALE!
Ma noi non diciamo solo no, noi diciamo sì a una nuova riforma, che però non sia di smantellamento. Non accettiamo che decisioni importanti sul mondo della formazione siano prese da signorotti chiusi nei loro palazzi grigi che ignorano la componente fondamentale che costituisce un’università nella sua accezione culturale e di sapere, l’unica che accettiamo pienamente!
Quello che noi chiediamo, quindi, non è semplicemente il blocco di questa riforma scellerata che distrugge il mondo della formazione, noi vogliamo rivendicare la nostra posizione di PROTAGONISTI DELLA NOSTRA UNIVERSITA’; perché è quello che siamo realmente e che, invece, ci vogliono negare per mettere il sapere e la cultura in mano al solo interesse economico di aziende e privati che non danno nessuna rilevanza a cose come ricerche pure senza fini di profitto. Se non ci fossimo noi studenti l’università non esisterebbe e non si può negare un dato così tangibile. Chiediamo un’università e formazione che sia BENE COMUNE e non esclusiva di pochi!
In un periodo di crisi è giusto che il governo faccia tagli agli sprechi, ma quello che si sta tagliando nel nostro paese è l’ambito in cui si dovrebbe investire di più, poiché solo la cultura, la ricerca e il sapere critico portano alla crescita di un paese, che altrimenti non si può definire sviluppato!
Quello che noi vogliamo fare è RIACCENDERE E STIMOLARE I NOSTRI PENSIERI, perché sono stati assopiti da una società che ci vuole caproni, poiché fa comodo!
All’università non si insegna più il SAPERE CRITICO, quello che porta alla stimolazione del pensiero e conseguentemente a nuove conoscenze e a nuovi sviluppi.
La riforma che vogliamo la stiamo applicando da due anni a questa parte, RIAPPROPIANDOCI DEGLI SPAZI delle nostre facoltà e atenei, organizzandovi all’interno corsi e seminari di AUTOFORMAZIONE (non riconosciuti istituzionalmente e quindi non creditizzati, ed ecco il sapere critico che viene ucciso). Chiediamo spazi pubblici permanenti nelle facoltà che siano esclusiva degli studenti, dove poter fare assemblee e quant’altro per mettersi in discussione non dando nulla per scontato.
Nuovi spazi per attuare nuove forme di DEMOCRAZIA ORIZZONTALE e cooperazione (così com’è questo movimento), piuttosto che imposizione dall’alto! Chiediamo un NUOVO WELFARE, che in Italia manca, cioè DIRITTO ALLO STUDIO, diritto alla casa, un welfare per ELIMINARE LA PRECARIETA’ la quale distrugge le fondamenta dei diritti di tutti i precari, compresi quelli di noi studenti.
Stiamo provando con tutte le nostre forze a costruire un’altra università, che parta dal basso e che non sia un semplice esamificio sterile che poi ti abbandona nel mondo crudele della disoccupazione e di ulteriore precarietà!
Il no alla riforma Gelmini ha unito persone diversissime per età, reddito, cultura, opinioni politiche e posizione sociale.
In due anni di movimento abbiamo fatto di tutto, banchetti nelle piazze, simboli che rappresentassero il movimento (come fascette da attaccare al braccio), corsi di vario genere, seminari, lezioni in piazza, cortei colorati e cortei funebri, flash mob, informazione continua, ci siamo riappropriati delle facoltà, delle mense e degli studentati abbandonati, abbiamo cercato di bloccare l’economia che gli studenti portano in questa città offrendo pranzi sociali e colazioni, ci hanno dedicato un film-documentario (Youngstown-Un’altra volta, un’altra onda), abbiamo offerto momenti di socialità e divertimento, abbiamo piantato le tende nelle nostre facoltà, siamo saliti sui tetti, sui monumenti, abbiamo fatto critical mass, abbiamo bloccato l’Italia intera, non possono ancora ignorare un movimento così rimbombante in ogni angolo d’Italia!
Quello su cui ci stiamo concentrando ora è la giornata del 14 DICEMBRE, giorno in cui sarà votata la fiducia al governo.
Per quella giornata Uniticontrolacrisi  ha lanciato una mobilitazione generale a ROMA davanti a montecitorio.

Uniticontrolacrisi è un percorso comune della popolazione che comprende tutti i lavoratori e le lavoratrici cassaintegrati e licenziati, gli studenti, ricercatori ed insegnanti che subiscono i tagli della Gelmini, le popolazioni della Campania sommerse dai rifiuti e gli alluvionati del nord est, i cittadini aquilani, che sulla loro pelle stanno pagando le scelte di potere che speculano perfino sulle tragedie, i migranti truffati dalle finte sanatorie e ridotti a schiavi pronti da essere sfruttati, gli operai Fiat di Melfi e Pomigliano che si vedono imporre contratti capestro che distruggono qualsiasi diritto.